Airbag da moto: cos’è e come funziona il giubbotto o gilet con airbag?

Airbag da moto: cosa sono e come funzionano?

Gli airbag da moto consistono in speciali giubbotti e gilet dotati al loro interno di un dispositivo in grado di attivarsi in caso di urti, impatti o cadute. Dispositivi che proteggono in maniera efficace la colonna vertebrale, le costole, le spalle, il collo, la clavicola e il coccige.

Una tecnologia che deriva un po’ dal mondo dell’auto e che tramite l’aria, espandendosi all’istante in speciali sacche, innalza la capacità di contenere la forza degli impatti in caso di urto, caduta o incidente.

Esistono due tipologie di airbag da moto: a comando elettronico o meccanico.

Airbag da moto a funzionamento meccanico.

Gli airbag meccanici funzionano attraverso un cavetto d’attivazione e una cartuccia caricata con una sostanza gassosa condensata. Quando si sale in moto bisogna agganciare il cavetto flessibile al corpo del pilota. L’altra estremità del cavetto va invece agganciata al sistema di chiusura della cartuccia caricata con gas CO2 presente nella giacca. In caso di incidente o caduta, il corpo del motociclista si allontana dalla moto e così facendo strappa il cavetto di fissaggio, facendo aprire la cartuccia e facendo gonfiare l’airbag in 0.1 / 0.3 secondi.

Airbag da moto a funzionamento elettronico.

L’airbag elettronico invece funziona attraverso la coordinazione di due centraline e una coppia di accelerometri. Una delle due centraline è installata sulla moto e l’altra è posta sulla giacca del pilota. In caso di caduta o urto, questi strumenti inviano un segnale alla centralina collocata sul giubbotto del pilota e in automatico scatta l’airbag.

Fra le novità viste ad EICMA 2016 c’è però anche il giubbotto Dainese D-Air, dotato di un sacco airbag 3D, che non necessita di alcun kit di sensori da installare sulla moto per il suo funzionamento. I sensori, l’elettronica e perfino un GPS sono posti all’interno del paraschiena. Attraverso l’analisi dei dati trasmessi dai 6 sensori (accelerometri e giroscopi) e dal GPS, il sistema monitora 1000 volte al secondo la dinamica del motociclista e decide l’attivazione del sistema in presenza di urti, scivolate e disarcionamenti.

Bello, vero 😀 ?!

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Speriamo che questi dispositivi per la sicurezza dei motociclisti diventino al più presto sempre più alla portata di tutti, perché possono davvero salvare la vita 😉 !

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