Auto ecologiche: verdi, anche senza scossa – Speciale mobilità 2.0 

Auto ecologiche: MERCEDES CLASSE E 300DE IBRIDA PLUG-IN

41 grammi al km di CO2 

In tempi di demonizzazione del Diesel, Mercedes-Benz propone una berlina a tre volumi spinta da un gruppo propulsore ibrido elettrico-gasolio ricaricabile, che si dimostra decisamente rispettoso dell’ambiente poiché associa a percorrenze record con un litro di carburante emissioni di anidride carbonica, il gas responsabile dell’effetto serra e di conseguenza del cambiamento del clima, molto limitate.  

Si chiama Classe E 300de EQ Power ed è la prima diesel plug-in della Casa di Stoccarda che offre una potenza combinata di 306 cv. A spingerla il motore elettrico EQ Power di terza generazione che ha una potenza di 122 cv e 440 Newtonmetro di coppia abbinato a una nuova generazione di batterie al nichel litio manganese le quali forniscono un’energia pari a 13,5 kWh e attraverso una wallbox (un impianto elettrico dedicato) si ricaricano al 100% in due ore.

L’altra faccia del gruppo propulsore è il nuovo turbo diesel 4 cilindri 1.950 cc e 194 cv di potenza, più compatto ed efficiente rispetto alla generazione precedente. È un motore che ha una coppia di 400 Nm, che può arrivare a una velocità massima limitata a 250 all’ora e si rivela decisamente silenzioso. La trazione è sulle ruote posteriori e il cambio un automatico sequenziale a nove rapporti.

La più classica delle berline con la Stella a tre punte offre un notevole spazio a cinque passeggeri, che anche nei posti posteriori possono allungare le gambe. È una vettura importante, un’auto di rappresentanza, lunga quasi 5 metri (492 cm per l’esattezza), larga 185 e con bagagliaio di 540 litri, perfetta per chi fa molti km all’anno e si cimenta spesso su lunghi percorsi. Ciò che colpisce a bordo di una vettura di questo target è la massima cura dei particolari, soprattutto nell’allestimento Premium Plus dell’auto protagonista del nostro servizio.

Il sistema ibrido plug-in garantisce prestazioni brillanti, ma i consumi e le emissioni si abbassano notevolmente: secondo i dati forniti dalla casa di Stoccarda la Classe E ibrida ricaricabile percorre 57 km con un litro di gasolio ed emette nell’atmosfera 41 grammi di CO2 al chilometro.

Risultati impensabili e incredibilmente migliori se confrontati a una tradizionale Classe E a gasolio: la 350d da 286 cv nello stesso allestimento percorre 20 km con un litro ed emette 139 grammi di CO2 al km anche se pesa 220 kg in meno della ibrida plug-in. 

E 300de EQ Power è disponibile in versione berlina e Station Wagon e ha un listino che parte da 66.083 euro; ma i vantaggi nell’acquisto di un modello ibrido non sono da sottovalutare, soprattutto da quando numerosi comuni, come quello di Milano, non permettono più alle vetture Euro 1, Euro 2, Euro 3 e presto anche Euro 4 di entrare in città. Possedere un’auto ibrida plug-in permette di non sottostare alle rigide regole in fatto di ecopass ma anche, in alcune regioni italiane, di essere esentati dal bollo e dal superbollo fino a tre anni dall’immatricolazione, di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu e talvolta di circolare nei giorni di blocco del traffico.

Alice Aschedamini

 Auto ecologiche: SUZUKI SWIFT DUALJET HYBRID 4X4 

100 grammi al km di CO2

Una delle case automobilistiche che ha scelto di democratizzare la tecnologia “green” è Suzuki, che nel 2017 ha presentato con la sesta generazione di Swift, la prima mild-hybrid a 48 volt. Il primo passo è stato quello di montare una piccola unità elettrica a supporto del motore termico con alimentazione a benzina: un aiuto nelle accelerazioni utile sia in termini di emissioni sia di prestazioni. 

Protagonista di “Mobilità 2.0” è perciò proprio la Swift DualJet equipaggiata con l’ibrido leggero: un sistema che supporta le accelerazioni utilizzando l’energia generata in fase di frenata. Questa energia viene immagazzinata nel pacco batterie collocato sotto il sedile del guidatore, una soluzione studiata in modo da non rubare spazio all’abitacolo e nella zona del bagagliaio, la cui capienza rimane invariata a 265 litri. 

L’aspetto principale relativo allo sviluppo del progetto ibrido di Suzuki riguarda il contenimento della massa, con una maggiorazione di soli 6 kg sul totale. La Swift DualJet Hybrid a trazione integrale pesa infatti meno di una tonnellata. Pensare ibrido secondo Suzuki significa quindi, adattare senza rivoluzionare, i modelli in modo tale da non stravolgere il Dna dell’auto bensì cambiarne la modalità di utilizzo. 

Un modo per avvicinarsi al mondo dei giovani, con una gamma semplice e compatta e con prodotti al passo dei tempi, in special modo per quanto riguarda le emissioni e i costi. Una scelta che non comporta l’impegno di un’auto full-electric, tra costi e vincoli di autonomia e tempi di ricarica. 

Il motore che spinge la DualJet Hybrid 4×4 è il 1,2 litri da 90 cv, che equipaggia anche Ignis e Baleno, propulsore scelto perché secondo i dati dichiarati emette 100 g/km di CO2 e con un litro di verde percorre una ventina di km.

Numeri che premiano l’impegno della casa nella corsa all’ecosostenibilità, e visti i buoni risultati, probabilmente giustificano la mancanza di motori diesel nella gamma Suzuki.

Certo, l’anidride carbonica prodotta dai propulsori a gasolio è mediamente inferiore rispetto a quella prodotta dai benzina, ma è altrettanto innegabile che nel segmento della Swift l’unica rivale con trazione integrale è la Fiat Panda che anche nella configurazione turbodiesel con 125 g/km ha emissioni maggiori della giapponese. Per la giapponese, insomma, si tratta di un traguardo considerevole che le permette a tutti gli effetti di poter fregiarsi del titolo di auto amica dell’ambiente. La Swift 4×4 ibrida costa 19.490 euro.

Mattia Madaro

A cura della Redazione di Safe-Drive – Foto Thomas Maccabelli

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