Bmw M3 e M4, al Salone di Detroit 2014 sportività in doppia veste

C’era il tempo in cui quella sigla rappresentava il massimo delle prestazioni tra le berline medie. M3, tanto bastava. Quel tempo è passato e Bmw raddoppia: accanto alla M3 arriva la M4 e accanto alla tradizionale veste da coupé – incarnata ora dalla M4 – si aggiunge la pratica quattro porte. Gioco di numeri reso necessario dalla scelta di slegare le sorti dei modelli coupé da quelli quattro/cinque porte: Serie 4 è la variante coupé di Serie 3, come Serie 2 lo è della Serie 1.

Nuova-Bmw-M4-coupé e Nuova-Bmw-M3-2014-motore

Al Salone di Detroit 2014 occuperanno la scena M3 e M4, forti delle numerose innovazioni  tecniche ancor prima che stilistiche.

Quelle, in fondo, le avevamo già scoperte con le versioni più tranquille e si impreziosiscono unicamente delle appendici aerodinamiche, utili a incattivirne il look ed esaltarne l’efficienza (Air Curtains e Air Breather sono i due nomi dati alle prese d’aria sul muso e gli sfoghi dietro le ruote anteriori per ridurre le turbolenze intorno alle ruote medesime).

Ben più importante è scoprire il cuore pulsante sotto al cofano.

E’ un biturbo TwinPower, primizia dopo anni di motori aspirati generosi nel girare vicino alla zona rossa del contagiri. Dal precedente V8 4.4 litri si scende a un “piccolo” sei cilindri in linea tre litri: i cavalli sono 431, assistiti da 550 Nm di coppia massima, un’enormità da gestire attraverso le ruote posteriori e un differenziale a controllo elettronico composto da lamelle che lavorano per trasferire fino al 100% della coppia su una delle due ruote.

Il cambio è manuale sei marce, prodotto dalla Getrag, oppure, in alternativa, si può optare per il robotizzato sette rapporti. Una ragione per preferirlo al manuale? La funzione Launch Control, in grado di portare lo zero-cento a 4″1 contro i 4″3 del manuale – a patto che siate lesti con frizione e leva -.

L’elettronica è ben presente a bordo delle due sportive di Monaco di Baviera, ma non va intesa solo come un intervento d’emergenza per assicurare la massima sicurezza attiva. C’è anche un’elettronica che esalta le prestazioni e si legge, ad esempio, come Stability Clutch Control: nelle situazioni al limite d’aderenza, in sovrasterzo, l’elettronica provvede ad aprire la frizione e favorire la ripresa di tenuta. C’è, ancora, un DTC tarabile su diversi settaggi, per enfatizzare il carattere rabbioso della vettura e limitare l’intervento del controllo di trazione. C’è, poi, lo Smokey Burnout che lascia un certo grado di tolleranza alle basse velocità per il pattinamento delle ruote.

I più smaliziati proveranno a portare il tachimetro a fondo scala, ovvero, 250 orari. Ma se siete davvero tra i duri e puri della prestazione, allora, non potrà mancare il pacchetto che innalza il limite a 280 km/h.

E’ una M3/M4 che traghetta la divisione Motorsport di Bmw in una nuova era, quella in cui il downsizing colpisce anche le sportive e il peso diventa un dogma: 1500 kg per la coupé e la berlina, grazie all’ampio utilizzo di fibra di carbonio e alluminio.

Il passo successivo prevede una M3/M4 alleggerita, per riportare agli onori della cronaca quell’acronimo CSL che sulla generazione precedente aveva estremizzato ancor di più il carattere della M3.

Adesso, in famiglia si sta un po’ più stretti: c’è da far posto alla nuova arrivata.

Fabiano Polimeni


FocusMotori.it

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