Calciatori e auto: ecco perché i giocatori di calcio non dovrebbero guidare.

Se è vero che “donna al volante pericolo costante” allora chi per primo l’ha detto non ha mai visto guidare un calciatore! Ogni mese giungono notizie di giocatori alle prese con problemi riguardanti le auto, la velocità, la “distrazione” (???)… Signore e signori ecco a voi la classifica di Animal Sport sui 5 migliori motivi per i quali i calciatori non dovrebbero avere la patente.

Calciatori e auto - perché i giocatori di calcio non dovrebbero guidare -mario-balotelli

Partiamo dalla quinta posizione:

N°5 – Vanno TROPPO forte. Questo in realtà lo fa chiunque, ma i calciatori utilizzano parecchi cavalli in più mediamente, avendo entrate decisamente consistenti. E può capitare che gente come Karim Benzema venga fermata per aver raggiunto in una zona di Madrid da limite 90 orari oltre 216 km/h. E lo stesso attaccante è stato multato per guida pericolosa a Ibiza, luogo in cui infrangere la legge è una specie di impresa.

N°4 – Sfuggono alle sanzioni. La gente comune paga e incassa pure gli insulti, i calciatori essendo VIP spesso la fanno franca, come Bonucci al volante della sua Ferrari oltre il limite, i numerosi giocatori che guidano senza cintura o quelli come il Mario nazionale che hanno più benzina in corpo che nella loro quattroruote. Ma accade anche che un’ex fuoriclasse come Michael Ballack, multato per eccesso di velocità (211 km/h) di €10.000 in Spagna, protesti giustificando la sua attuale disoccupazione (quando in realtà l’avrebbe potuta pagare con lo stipendio di 11 ORE dei suoi anni al Chelsea). Soldi che escono dal tubo di scappamento.

N°3 – Guidano anche senza patente. “La patente è solo un pezzo di carta, se ho la macchina posso guidare” dev’essere il pensiero di chi ha più pistoni nel motore che neuroni nel cervello ed è piuttosto consueto nei calciatori. Come Jermaine Pennant (il possessore di quell’Aston Martin DBS cromata http://www.pitstopadvisor.com/news/auto-dei-calciatori-ecco-le-5-supercar-piu-brutte-foto/ e lo stesso genio che pagò quasi €500 di multa per aver abbandonato la sua Porsche Turbo in una stazione ferroviaria dimenticandosi di averla), la cui patente fu sospesa per 16 mesi nel febbraio 2004 per guida contromano, che nel marzo 2005 (meno di 16 mesi dopo) fu arrestato per aver danneggiato un lampione schiantandosi con la sua Mercedes, ubriaco. O similmente, ma diverso nella forma, come M’Baye Niang, prima ancora del palo al Barcellona venne fermato a Milano dai vigili per un controllo e l’allora 17enne rossonero per giustificare l’ingiustificabile si spacciò per il suo compagno di squadra Bakaye Traoré, senza però avere successo

N°2 – Utilizzano la strada come loro proprietà. Vale per i senzatetto, ma a volte anche per i calciatori. È il caso di Jeffrey de Visscher, trovato dalla polizia alle luci dell’alba di una giornata di metà novembre 2012 fuori dalla sua auto a defecare presso il marciapiede di una strada di Emmen, città olandese in cui militava. La società adottò una politica di tolleranza zero e terminò il suo contratto appena saputo l’incidente: secondo loro l’aveva fatta troppo grossa

N°1 – Parcheggiano dove vogliono. Con discreta arroganza, sul marciapiede, su striscia gialla, in doppia fila, su doppia striscia gialla, dappertutto. Molta gente ci prova, ma i calciatori sono i migliori ad inventarsi il parcheggio, ne è la prova Jonathan Legear, entrato con la sua Porsche DENTRO una stazione di servizio a Tongeren, Belgio, sfondando la vetrina e procurando danni per oltre €250.000, ferendo anche un cliente. (qui il video della prodezza Drunken Football Player Jonathan Legear Crashed Into Gas Station ) Probabilmente, finito l’alcool, ha pensato di rifornirsi veloce parcheggiando il più vicino possibile. Non fu la prima volta: nel 2009 il recidivo Legear perse il controllo della sua auto ed entrò in un appartamento, parcheggiando in salotto!

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