Confronto auto: costi chilometrici, consumi e prezzi di sei nuovi modelli di auto 2014

Sei vetture con 4 diverse alimentazioni. Accomunate da costi chilometrici interessanti ma con caratteristiche d’uso decisamente eterogenee. Ormai economia viaggia di pari passo con ecologia.

Da 760 a 860 km con 50 Euro di carburante, scegliendo bene il modello e la versione in concessionaria oltre ad un piede leggero nella guida. Un risultato raggiungibile senza particolari rinunce in termini di confort, piacere di guida, design e prestazioni. Se da una parte continuiamo ad assistere a aumenti del carburante, benzina, gasolio, Gpl e metano, dall’altra le case automobilistiche riescono a rispondere con una tecnologia sempre più raffinata in termini di consumi ed emissioni. Aerodinamica, peso, efficienza termica, elettronica sofisticata, ma anche i lubrificanti, i pneumatici, ogni dettaglio si evolve verso la riduzione dei costi chilometrici.

Speciale Km a buon prezzo 1

Anche per questo speciale abbiamo voluto raggruppare sei vetture molto diverse per linea, dimensioni, motori, prestazioni, andando a cercare delle auto che nel loro segmento  hanno riscosso un certo successo. Tre di queste vetture sono spinte da un motore diesel, una bi-fuel benzina/Gpl e due ibride. Anche in questo caso ibride diverse; una elettrica e diesel, l’altra elettrica + benzina. Si passa da una lunghezza di 3,85 a 4,53 metri con prezzi (promozioni escluse) che vanno da 18.950 a 46.100 euro. Tutte però ci hanno dato una soddisfazione comune: la soddisfazione alla pompa di carburante. Con la classica banconota da 50 euro che spesso viene bruciata ogni settimana al distributore siamo riusciti a percorrere tra i 760 e 860 Km.

Speciale Km a buon prezzo 2

Arriviamo alla presentazione in ordine di prezzo di listino crescente:

  • Suzuki Swift DDiS B-Top 5p : 18.950 Euro e 860 km con 50 Euro
  • Toyota Yaris Hybrid Style 5p : 20.550 Euro 3 e 810 km con 50 Euro
  • Alfa Romeo Mito 1.4T GPL Distinctive : 21.350 Euro e 780 km con 50 Euro
  • Peugeot 208 XY 1.6 e-HDI 3p : 21.350 Euro e 790 km con 50 Euro
  • Volvo V40 D2 : 24.150 Euro e 860 km con 50 Euro
  • Citroën DS5 Hybrid4 Airdream Sport Chich : 46.100 Euro e 760 km con 50 Euro

Speciale Km a buon prezzo ok

Suzuki Swift DDiS B-Top 5p (18.950 Euro) – Una giapponese con il cuore e l’indole italiana. Dalla “mamma” giapponese ha preso la razionalità del progetto, la cura nei dettagli, la qualità degli assemblaggi. Pragmatica e senza fronzoli la Swift riesce ad unire la praticità d’uso di una city-car, è lunga solo 3,85 metri, ma con l’abitabilità di una vettura di classe superiore. Il trucco? Un bagagliaio abbastanza esiguo, limitato a 210 litri se si viaggia in quattro. Indubbiamente ribaltando la panchetta posteriore frazionata in due parti la capacità sale 900 litri ma in questo caso si viaggia in coppia. Peccato non poter contare su un divanetto con movimento longitudinale, sarebbe stato risolutivo per molte situazioni. Per contro complimenti agli ingegneri di Suzuki perché, specialmente nella versione a 5 porte, (700 euro in più della 3 porte) l’accesso a bordo è facile e la sensazione di spazio non solo una sensazione. Quando parliamo della razionalità si intende una strumentazione semplice e ben leggibile, una dotazione di accessori per il confort e la sicurezza completa di airbag anteriori, laterali, per la testa e anche per le ginocchia, ESP, clima automatico, radio, 4 alzacristalli elettrici e nella versione B-Top anche il navigatore.

Suzuki Swift 2

Dal “papà” italiano la Swift ha preso il cuore, cioè il motore 1.3 DDiS, il Multijet di casa Fiat, ricalibrato per le esigenze di Suzuki. Alla faccia dei soli 75 Cv dichiarati il piccolo diesel affiancato dal cambio manuale a 5 marce, garantisce una vivacità di prestazioni e una funzionalità più che buona nella maggior parte degli usi. In fondo 165 km/h di velocità massima non è male e lo scatto da 0-100 in 14,2” sufficienti, specialmente quando si viene gratificati dalla lancetta del serbatoio che si muove con molta tranquillità. Tralasciando i valori dichiarati dalla Casa con un minimo di attenzione, cioè sfruttando la coppia senza insistere ai regimi elevati e grazie a un peso di poco superiore ai 1.050 kg, non è stato difficile percorrere 25-26 km con un litro di gasolio. A questo aggiungiamo la fedele risposta dello sterzo, preciso e mai pesante e un’ottima taratura delle sospensioni unita alle generose ruote da 16”. Il piacere di guidare una Swift tra le curve è molto gratificante.

Suzuki Swift 5 Suzuki Swift interni

Per la prova abbiamo montato degli Hankook Kinergy Eco K425 da 16”, un pneumatico high performance asimmetrico studiato per garantite massimo confort e bassa resistenza al rotolamento che si traduce in un risparmio di carburante senza limitare l’aderenza in curva o gli spazi d’arresto. Anche loro hanno influito a migliorare l’aspetto economico, l’Azienda coreana parla di un 12% rispetto ai pneumatici tradizionali, e il confort generale.

Suzuki Swift 4 Suzuki Swift S2

In conclusione il tradizionale e caro diesel non tradisce le aspettative. Specialmente su un’auto leggera il piccolo 1.3 (esattamente 1.248 cc) si dimostra all’altezza e molto parco nei consumi. Rimane solo una leggera rumorosità in velocità e qualche vibrazione al minimo ma nulla di particolarmente fastidioso.

Suzuki Swift S1 Suzuki Swift S3

Toyota Yaris Hybrid Style 5p (20.550 Euro) – In questo servizio abbiamo due vetture ibride, anzi full-hybrid, cioè che possono percorre alcuni km con la sola modalità elettrica. Come per la Citroën DS5 anche la piccola Toyota Yaris usa il motore elettrico a supporto del motore termico: diesel per la Francese a benzina per la Giapponese. Questa soluzione permette di avere un maggiore spunto dal gruppo propulsivo, specialmente in accelerazione, contenere i consumi grazie all’esclusione parziale del motore endotermico nel traffico e non ultimo ridurre le emissioni di CO₂.

Toyota Yaris 1 Toyota Yaris 4

Toyota assieme a Honda sono state tra le prime case che hanno creduto nell’ibrido. Specialmente Toyota ha sviluppato un’intera gamma di vetture di cui la Yaris è l’entry level. Per un’ibrida non è facile affermarsi nel mercato delle utilitarie a causa di un inevitabile aumento del prezzo di vendita. dovuto alla complessità meccanica e del costo delle batterie. A listino la nostra Yaris Hybrid Style 5 porte costa 20.500 euro ma con interessanti sconti della Casa e periodici incentivi statali il prezzo finale diventa più appetibile. Per vincere questa scommessa Toyota ha fornito l’Ibrida di una dotazione di accessori molto ricca, di serie troviamo 7 airbag, controllo di stabilità e trazione, assistenza partenze in salita, cambio CVT cerchi da 16”, tetto panoramico Skyview e non ultimo può giocare la carta dei consumi contenuti. Come logica la Yaris Hybrid è vincente nel traffico, quando il motore elettrico e il sistema start&stop lavora molto più spesso che nelle strade extraurbane, ma in media possiamo valutare una percorrenza di circa 24-25 km/litro nel combinato. Qualcosa ancora meglio nell’urbano. Questi sono valori che, uniti a costi di assicurazione meno pesanti (si paga solo la potenza del motore a benzina), ingresso libero nelle aree a traffico limitato, ma anche vari bonus governativi rendono questa versione interessante a molti.

Toyota Yaris 2 Toyota Yaris 6

Esteticamente l’Ibrida non cambia molto rispetto alle altre Yaris a benzina e diesel. Luci diurne a LED del frontale, la sottile griglia anteriore e la grande bocca trapezoidale, unita al blu presente nello stemma Toyota e ad un’aerodinamica più curata.  All’interno spicca la plancia bicolore Ice Grey che contraddistingue gli elementi soft touch e i rivestimenti delle portiere. Sotto il cofano anteriore troviamo un motore a 4 cilindri 1.5 litri con soli 74 Cv che, abbinato ad un motore elettrico di nuova concezione, sviluppa una potenza complessiva di 100 Cv. Quanto basta per garantire una velocità massima di 165 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 11,8 secondi con un livello di emissioni di CO₂ di soli fino a 79 g/km.

Toyota Yaris 8

Lo spazio interno è sempre ben sfruttato per quattro persone e le batterie supplementari, poste sotto la panchetta posteriore, non sottraggono spazio al bagagliaio che rimane di 286 litri per arrivare a 950.

Toyota Yaris interni

Tra i pochi nei della vettura la qualità di alcune plastiche e il cambio CVT che a volte è un po’ pigro nel accompagnare il motore con un numero di giri meno elevato.

Toyota Yaris S1 Toyota Yaris S2

Alfa Romeo Mito 1.4T GPL Distinctive (21.350 Euro) – Percorrenze alla mano non è la più parca del gruppo anzi, ma grazie al sistema bi-fuel montato direttamente dalla Casa, garantisce costi di esercizio estremamente interessanti. Anche in questo caso la Mito mantiene la sua indole sportiva tipica di Alfa Romeo grazie al motore 1.4 turbo a benzina nella versione da 120 Cv. Ricordiamo che in gamma sono disponibili anche i 1.4 MultiAir da 170 Cv (Quadrifoglio Verde) e da 140 Cv, mentre nel caso della versione con l’alimentazione benzina e Gpl ci si deve accontentare del precedente propulsore del 120 Cv accoppiato al cambio manuale a cinque rapporti. In più possiamo contare sul sistema Alfa D.N.A. un selettore posto a lato della leva del cambio che agisce su motore, freni, sterzo e acceleratore assecondando lo stile di guida e le condizioni della strada. Le possibilità d’uso sono tre: modalità sportiva “Dynamic” con i sistemi di controllo elettronico della trazione più discreti, motore e freni più reattivi, lo sterzo più diretto e sportivo. Spostando il selettore in “Natural” la taratura risulta più neutra e i consumi vengono ottimizzati. Se l’aderenza del fondo stradale è limitata, si può selezionare la modalità “All weather”,  pensata per anticipare l’intervento di tutti i dispositivi elettronici di sicurezza.

Alfa Mito 1 Alfa Mito 4

In condizioni medie viaggiando a benzina abbiamo percorso circa 13,5 km/litro che scendono a circa 11-1,5 sfruttando il gas. Gpl, che ricordiamo costa circa 0,85 euro al litro contro quasi in doppio della benzina. Fatto un rapido conto ecco che anche la Mito GPL mette sul piatto costi chilometrici estremamente interessanti allineati alle altre auto del nostro gruppo.

Alfa Mito 5 Alfa Mito CC

Passano gli anni, ormai sei dal lancio, ma la simpatica 3 porte del Biscione mantiene una forte personalità. Dal punto dello styling ha appena beneficiato del restyling, calandra ridisegnata con cornice cromata, finitura brunita dei gruppi ottici. Rinnovati anche gli interni e il sistema di intrattenimento U-connect  con schermo touch da 5” navigatore e satellitare integrato. Novità della versione 2014 gli specchi richiudibili elettricamente, il clima auto bi-zona, i cerchi da 17 e gli interni in pelle Frau. Ma quello che colpisce è anche il dinamismo garantito da un assetto tendente al rigido e dalla spinta del motore. Con la grande coppia erogata dal turbo la Mito 1.4 scatta da 0 a 100 km/h in 8,8” (il più veloce del lotto) e una velocità massima che sfiora i 200 km/h. Niente male come risultati e, in questo caso grazie al gas senza svenarsi al distributore.

Alfa Mito 7 Alfa Mito interni

La doppia alimentazione viene assemblata direttamente in fabbrica sfruttando la tecnologia di Landi Renzo. Rispetto ad altre vetture troviamo ancora il commutatore manuale e i led che segnalano la quantità di gas rimanete nel serbatoio ma il funzionamento è esente da incertezze. Impossibile percepire il passaggio da un carburante all’altro e l’accelerazione è sempre molto lineare per essere una vettura sovralimentata. Nell’insieme una vettura che conquista i giovani e gli appassionati della guida veloce, mentre il limitato spazio per gli occupanti posteriori e una certa rigidità dell’assetto con le grosse ruote da 17”, possono essere un vincolo d’acquisto per le famiglie. Nessun problema per il carico la capacità del bagagliaio confermata tra i 270 e i 1.020 litri come per le altre Mito perché il serbatoio toroidale supplementare è sistemato nell’alloggiamento della ruota di scorta, sostituita con un sistema di gonfiaggio e riparazione volante.

Alfa Mito S2 Alfa Mito S3

Peugeot 208 XY 1.6 e-HDI 3p (21.350 Euro) – Prendete una 208 3 porte in allestimento più completo ribattezzato Allure aggiungeteci i parafanghini, le minigonne, carreggiate più larghe di 10 e 20 mm e cerchi in lega da 17”. Qualche dettaglio cromato e colori glamour come la verniciatura micalizzata “purple-blu” per la carrozzeria ed ecco una piccola sportiva.

Peugeot 208 3 Peugeot 208 5

All’interno sedili sportivi in Alcantara e tessuto, curiosi led che illuminano la parte superiore, finiture soft-touch e tanti accessori legati al grosso display centrale.

Peugeot  208 interni

In sintesi la 208 XY si riconosce per una serie di accessori dedicati che la rendono esclusiva da mostrare e da guidare. Il tutto per circa 1.800 euro in più rispetto all’Allure. Meccanicamente ritroviamo il motore 1.6 HDi nella versione più potente da 115 Cv con sistema start&stop e cambio manuale a sei marce capace di prestazioni brillanti, 190 km/h e uno scatto da 0-100 in soli 9,7 secondi, ma anche percorrenze nell’ordine di 22-23 km/litro ed emissioni inferiori ai 100 gr/km di CO₂.

Peugeot 208 2 Peugeot 208 9

Dunque anche questa vettura dimostra che con un buon diesel 1.6, come questo di PSA (che poi troveremo anche sulla Volvo), si raggiunge un ottimo compromesso tra piacere di guida e costi di gestione. L’abitacolo ospita comodamente quattro persone e pur contando solamente su 3 porte l’accesso a bordo è pratico. Come abbiamo scritto più volte la 208 ha una posizione di guida particolare con il volante piccolo, da tenere relativamente in basso per non coprire la strumentazione, in questo caso leggermente rialzata rispetto alla media. Se inizialmente può sembrare una configurazione innaturale, dopo pochi km si entra in confidenza con il sistema e si apprezza la scelta ergonomica di Peugeot.

Peugeot 208 S1 Peugeot 208 S2

Molto buona anche la capacità di carico per una vettura che misura meno di 4 metri. In configurazione standard si registrano 285 litri ma abbattendo i sedili posteriori si raggiungono 1076 litri. I 3.96 metri di lunghezza sono facilmente gestibili anche grazie “park-assist”, disponibile come optional, che utilizzando dei sensori, provvederà in maniera autonoma alla sterzata in fase sia in entrata che in uscita lasciando a noi solo l’incombenza di acceleratore e freno. In conclusione una vettura leggermente più generosa di dimensioni rispetto ad una city car che però vi permette un utilizzo più versatile e a 360 gradi con prestazioni di riferimento e un aspetto civettuolo.

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Volvo V40 D2 : 24.150 Euro Capita di rado di poter provare una vettura in allestimento base perché le Case tengono nel parco stampa modelli e allestimenti completi e questo a volte distrae dall’essenza dell’auto, In questo caso è stato il contrario. Volvo ci ha permesso di provare una V40 con il motore più piccolo della gamma e l’allestimento base tra i 4 disponibili. Anche nell’allestimento “entry level” la berlina a cinque porte mostra una certa eleganza con le sue forme particolari: un frontale importante e sportivo e una mezza coda tipo hatchback aerodinamica e pratica nel carico al tempo stesso. Lunga 4,35 metri, la piccola di Volvo offre 4 posti comodi, il quinto deve convivere con il tunnel centrale e una sagoma del divanetto poco accogliente,  oltre a un bel bagagliaio la cui capacità spazia da 335 a 1.030 litri, dunque a prova di vacanze famigliari.

Volvo V40 1 Volvo V40 3

Anche nella base abbiamo riscontrato buoni materiali per la plancia, sempre rapportati alla spesa, e rivestimenti sobri e robusti per i sedili, forse giusto la corona del volante in materiale plastico non è piacevolissima al tatto dopo che per anni ci siamo abituati alla similpelle anche nelle utilitarie. Anche in termini di isolamento acustico si avverte qualche rumore, perlopiù di rotolamento dei pneumatici, attraverso la parte inferiore del pianale, ma niente di così fastidioso. Completa e ben leggibile la plancia ma priva di alcuni gadget di infotainment di cui ci siamo ormai abituati. Non mancano però 8 airbag, anche per le ginocchia, ESP, radio, climatizzatore, 4 vetri elettrici e sedili frazionati al posteriore.

Volvo V40 6 Volvo V40 cc

Dunque con 24mila euro, e magari ancora meno con qualche sconticino in concessionaria, si può avere una Volvo comoda ed economica con un buon motore diesel 1.6 da 115 Cv, di derivazione PSA e cambio manuale a sei marce. Più o meno lo stesso montato anche sulla Peugeot 208 presente in queste pagine, ma in questo caso la Casa di origini svedesi, ma ormai di proprietà cinese, ha mantenuto la stessa potenza ma ha ridotto il numero di giri della coppia massima a 1.750, a beneficio di una migliore fluidità. Tutto questo rientrando nella soglia della classe Euro 6 e con emissioni record di soli 88 gr/km di CO₂. Con una massa di quasi 1.500 kg non si possono pretendere prestazioni sportive ma i 190 km/h di velocità massima e lo scatto da 0 a 100 in 11,9” sono più che onesti per un comune uso quotidiano. Se a questo sommiamo consumi estremamente interessanti con una media reale di circa 23-24 km/litro dobbiamo dire che questa V40 D2 ci ha decisamente soddisfatto.

Volvo V40 interni Volvo V40 S3

Difficile essere critici con una vettura come questa. Come spesso bisognerebbe fare è logico confrontare diverse vetture a parità di allestimento e solo in questo modo si può valutare correttamente il giusto rapporto qualità-prezzo. Nel caso della Volvo V40 D2 “base” non abbiamo sentito la necessità di arricchirla di grandi cose, anche se un buon cambio automatico e un efficace navigatore satellitare sono ormai richiesti da molti clienti anche su una vettura di livello intermedio.

Volvo V40 5 Volvo V40 S2

Citroën DS5 Hybrid4 Airdream Sport Chich (46.100 Euro) – E’ la più lunga. La più potente e la più cara del gruppo, ma grazie a un generoso motore diesel e il supporto di un motore elettrico garantisce percorrenze di circa 22-23 km/litro. Chi compra una DS5 è sicuramente una persona che vuole distinguersi nelle forme e per la Hybrid4, anche nella sostanze.  Lunga 4,53 metri ma comoda solo per quattro persone perché la forma un po’ da coupé ne limita lo spazio complessivo. La stranezza delle forme, che poi diventa un punto di forza, la si ritrova anche all’interno a partire dalla plancia avveniristica, dalla curiosa disposizione dei comandi al centro della consolle, al curioso tetto in cristallo frazionato in tre parti, ai rivestimenti dei sedili in pelle con effetto cinturino di orologio. Anche la capacità di carico può sembrare un po’ contenuta con 325 litri standard che aumentano a 1.145 sfruttando la panchetta posteriore, ma in fondo chi acquista questa vettura cerca altre cose come l’esclusività di una propulsione e una trazione ibrida.

Citroen DS5 1 Citroen DS5 4

Per aumentarne ancora l’impatto abbiamo voluto montare 4 cerchi in lega personalizzati. Abbiamo attinto dalle migliori offerte del tuning aftermarket attraverso Alcar Italia (www.alcar.it). Abbiamo scelto uno dei modelli della casa tedesca Dotz, lo Shift un cerchio a sette razze sottili bicolore: parte centrale nero lucida e canale diamantato. La gamma comprende anche la versione completamente nero lucida o nero e rosso con misure che spaziano da 6,5×16” a 8×19” con una forbice di prezzi tra 188 e 420 euro. Tutti sono predisposti a ospitare il TPMS, il sistema di monitoraggio della pressione.

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Gli ingegneri Citroën hanno voluto esplorare qualcosa di inedito tra le proposte dei modelli ibridi. Innanzitutto la scelta di partire da un motore diesel, di base già economico nei costi di gestione e con una generosa coppia motrice. A questo hanno aggiunto una parte elettrica composta da due motori che lavorano in corrispondenza delle ruote posteriori e questo ha permesso di disegnare una sorta di 4×4 senza albero di trasmissione. Semplificando il concetto la DS5 Hybrid funziona comunemente sfruttando i 163 Cv del 2.0 turbodiesel ma quando serve un po’ di potenza e coppia in più ecco arrivare altre 37 Cv “elettrici” e un totale di 200 Cv e 450 Nm di coppia massima. Il tutto è gestito dall’abitacolo attraverso un selettore con quattro opzioni. “Auto”, in questa modalità di funzionamento il sistema gestisce automaticamente le due motorizzazioni con lo scopo di ottimizzare il consumo di carburante. Alle basse velocità e in partenza soft il sistema predilige la motorizzazione elettrica. Quando necessario il motore diesel viene acceso e spento in automatico. “ZEv”, la trazione in modalità solo elettrica è disponibile fino a 60 km/h e la batteria è in grado di fornire 4 km di autonomia. “Sport” il sistema fornisce il massimo della potenza erogabile utilizzando contemporaneamente il motore diesel e quello elettrico come una sorta di overboost.  L’ultima interessante modalità è quella “4WD” dove il sistema utilizza entrambi i motori quello termico per ricaricare le batterie di trazione grazie all’alternatore reversibile e quello elettrico posteriore che assicura la motricità 4WD fino a 120 km/h.

Citroen DS5 7

Nell’uso quotidiano la DS5 ibrida spicca per un’insospettabile agilità a discapito della massa di 1.650 kg. La risposta all’acceleratore è sempre pronta e lo stesso cambio automatico con i comandi al volante diverte per sportività e fluidità d’uso. Il diesel è un po’ ruvido in partenza ma poi allunga bene e permette di mantenere medie elevate. Come abbiamo detto con un minimo di attenzione si raggiungono 22-23 km con un litro di gasolio con emissioni contenute in 102 g/km di CO₂.

Citroen DS5 interni

Questi sono alcuni dei motivi che giustificano parte del prezzo di acquisto. Cosa non ci è piaciuto? La visibilità risulta un po’ critica al posteriore con quel lunotto diviso in due parti e con un piccolissimo tergicristallo e il motore risulta un po’ rumoroso in alto.

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Guida tecnologica alla scelta dell’auto.

Le 8 funzioni Bosch che rendono le auto più economiche

  1. Iniezione diretta (-12%) – Una presenza costante sui motori diesel common rail e più recentemente per i benzina attraverso iniettori sempre più sosfisticati, pressioni di esercizio elevate, tecnologie di downsizing e di turbocompressori per ridurre il consumo di carburante e, di conseguenza, delle emissioni di CO₂ del 12%.
  2. Cambio a variazione continua (-7%) – Il cambio automatico rende la guida più fluida. Le versioni avanzate sono già dotate di 9 marce mentre i cambi a variazione continua (CVT) funzionano senza punti di cambiata fissi, offrendo una marcia ideale nel traffico urbano dove la riduzione dei consumi sale al 7% 7%.
  3. Start/stop  (-5%) – Nessun consumo di carburante al semaforo con conseguente riduzione di almeno il 5% di benzina e di CO₂.
  4. Motori alternativi – I sistemi di alimentazione a metano e GPL diventano convenienti a partire da una percorrenza annuale di 7.000 Km, in quanto questo carburante costa circa il 50% in meno rispetto alla benzina. A parità di potenza generata, il sistema produce il 25% in meno di CO₂.
  5. Elettrificazione (fino a – 60%)  – Grazie ai sistemi “hybrid”, i guidatori possono ridurre i consumi di carburante dal 15 al 25%. Gli ibridi sono convenienti anche nei segmenti medi. Attualmente gli ibridi plug-in sono molto più costosi ma i costi scenderanno parecchio in futuro.
  6. Start/stop con “veleggio” (-10%) Il sistema start/stop con funzione “veleggio” consente anche ai veicoli dotati di motore a combustione di percorrere distanze lunghe senza generare emissioni o rumore. Questa tecnologia spegne il motore durante la guida, azzerando il consumo di carburante. La guida in folle, a consumi ridotti consente di risparmiare fino al 10% di carburante.
  7. Navigazione predittiva (-15%) – Ottimizzazione del comportamento alla guida attraverso il GPS che collega i dati mappa al sistema di trasmissione del veicolo. Per esempio, quando il software di navigazione rileva che il tratto di strada di due chilometri in discesa conduce a un’area urbana, questo indica al veicolo di attivare la modalità di guida in folle per il risparmio di carburante oppure di generare maggiore potenza per la trazione elettrica.
  8. ACC (-5%) – Guidare a velocità costante cioè appropriata a quella dei veicoli che ci precedono, attraverso la funzione di controllo della velocità adattivo (ACC) permette di ridurre il consumo fino al 5%.

N.B.: I risparmi potenziali di carburante si riferiscono univocamente alle tecnologia descritte volta per volta. Un risparmio complessivo superiore al 100% è fisicamente impossibile.

Testo e foto della redazione di Safe-Drive.