Conviene comprare un’auto a Gpl o a metano? Manutenzione e limitazioni

Conviene comprare un’auto a Gpl o a metano?

L’impianto a Gpl: come funziona?

Tutti gli impianti a Gpl per le auto moderne sono a iniezione, cioè sono dotati di un numero di elettrovalvole pari a quello dei cilindri che immettono il Gpl nel collettore di aspirazione, a monte della valvola. Prima degli iniettori c’è il riduttore. Questo porta il Gpl dallo stato liquido a 3-10 bar (così com’è conservato nel serbatoio) allo stato gassoso a bassa pressione. Dato che il processo richiede l’apporto di calore, il riduttore/evaporatore è collegato all’impianto di raffreddamento del motore.

Il serbatoio del Gpl ha di solito forma toroidale (a ciambella) e trova posto nel vano della ruota di scorta. La centralina elettronica di controllo preleva i segnali di comando degli iniettori della benzina e in base ai valori provenienti dai sensori e alla sua mappatura comanda l’apertura degli iniettori del Gpl.

L’avviamento del motore avviene sempre a benzina. Quando il liquido di raffreddamento raggiunge un valore sufficiente a consentire il funzionamento del riduttore/evaporatore (attorno ai 35 °C) l’alimentazione a gas si attiva automaticamente. Di conseguenza, anche utilizzando sempre il gas si consumerà sempre una piccola quantità di benzina, che sarà più consistente in caso d’impiego dell’auto solo su percorsi brevissimi e con clima freddo.

Un commutatore montato nell’abitacolo, dotato anche di indicatore di livello a led del Gpl, consente di passare manualmente da un tipo di alimentazione all’altro; se il Gpl si esaurisce, il sistema inserisce il funzionamento a benzina. Diversamente da quanto accadeva in passato, con i moderni impianti a Gpl la perdita di potenza del motore è pressoché inavvertibile.

L’impianto a metano: come funziona?

La diversa natura del metano, rispetto al Gpl, comporta alcune differenze degli impianti. Innanzitutto nei serbatoi, che devono resistere a pressioni molto elevate (superiori a 200 bar) e quindi sono robusti e pesanti, con forma di bombole cilindriche di acciaio o di materiali compositi.

Dato che il metano è sempre allo stato gassoso, il riduttore è più semplice e si limita ad abbassare la pressione del gas fino a pochi bar. L’alimentazione a gas naturale comporta una perdita di potenza di circa il 10-15% rispetto al funzionamento a benzina. Tale valore si può ridurre nel caso di propulsori sovralimentati.

Conviene comprare un’auto a Gpl o a metano: qual è l’autonomia di un’auto a Gpl o a metano?

Il consumo di un’auto a Gpl o a metano dipende da moltissimi fattori, quindi non si possono dare indicazioni precise. Ad ogni modo, i serbatoi di Gpl più comuni hanno capienza utile da 38 a 46 litri circa e che col Gpl si consuma almeno il 20-25% in più rispetto alla benzina. Col metano le bombole di solito contengono da circa 12 a 20 kg di gas e un kg di gas equivale a circa 1,7 litri di benzina. In genere, comunque, l’autonomia delle auto a gas spazia tra 200 e 400 km.

Conviene comprare un’auto a Gpl o a metano: quali sono le limitazioni di parcheggio di un’auto a Gpl o a metano?

Le auto a Gpl sono soggette a limitazioni di parcheggio regolamentate dal decreto del ministero dell’Interno del 22 novembre 2002. Questi divieti non riguardano i veicoli a metano, perché questo gas (contrariamente al Gpl) è più leggero dell’aria e, in caso di perdite, non si accumula al suolo.

La normativa non fa distinzione tra le auto a Gpl trasformate dopo l’acquisto e quelle omologate direttamente dalle Case automobilistiche. A tutte consente il ricovero nei parcheggi pubblici soltanto fino al primo piano interrato, anche se comunicante con altri livelli sotterranei.

Nei garage privati però, i gestori possono imporre vincoli più stretti o addirittura il divieto di accesso. E la stessa cosa può essere stabilita dai regolamenti condominiali: certo, in questo caso è possibile chiedere la modifica della disposizione, ma occorre convincere la maggioranza dei condomini… << CONTINUA A LEGGERE >>

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