Distrazione al volante: 8 giovani su 10 usano il navigatore in movimento

Il navigatore batte il cellulare come fonte di distrazione al volante

Nella percezione prevalente dell’automobilista, è come se la loro integrazione con le dotazioni dell’auto, unitamente all’assenza di normative della strada esplicite, o per lo meno note, in tal senso renda più “lecito” da un lato e meno “rischioso” dall’altro, rispetto allo smartphone, l’utilizzo di queste apparecchiature.

I dati della ricerca indicano tra l’altro come questa abitudine sia maggiormente diffusa tra gli uomini (44,6%) che tra le donne (32,7%).

Ma gli atteggiamenti pericolosi per la sicurezza messi in atto dagli italiani alla guida non finiscono qui. Secondo quanto emerso dalla ricerca infatti 1 italiano su 3 (29%) ammette di mangiare e soprattutto bere mentre è al volante. Si tratta di una pratica svolta con tranquillità in movimento quando le circostanze lo richiedono, anche se non ricorrente o abituale. Quasi il 23% degli automobilisti si distrae per girarsi e guardare i bambini, seppur sostiene di farlo solo in casi di estrema necessità. La percentuale aumenta tra i genitori di bambini piccoli. Lo fa quasi l’80% di mamme e papà di bimbi al di sotto dei 5 anni. Poco più del 15%, infine, quando è di fretta, ammette di pettinarsi, truccarsi o aggiustarsi la cravatta alla guida. Anche se sostiene di farlo in situazioni ritenute di sicurezza, come in caso di semaforo rosso.

L’utilizzo del navigatore non è l’unica distrazione al volante per i giovani.

Per tutti gli atteggiamenti pericolosi messi in atto al volante infatti, gli automobilisti under44 fanno registrare percentuali superiori di comportamenti a rischio rispetto ai guidatori più maturi. Quasi un automobilista su tre nella fascia 18-44 anni (28,1%) si distrae per girarsi a guardare i bambini, contro il 17% tra i 45-75. La differenza è ancora maggiore quando si tratta di mangiare o bere in movimento. Circa il 40% degli under44 ammette di farlo, rispetto al 19% degli over45. 1 giovane su 5, infine, confessa di distrarsi per pettinarsi, truccarsi o aggiustarsi la cravatta, mentre lo fa solo l’11% dei guidatori più maturi.

La ricerca ha fatto emergere anche alcune differenze a livello geografico. La distrazione da navigatore è infatti più diffusa al Sud (lo confessa il 45% degli automobilisti) e meno al centro (il 29%). Mangiare o bere al volante è, invece, un’abitudine maggiormente presente nel Nord Ovest (come ammesso dal 38%) rispetto al Sud (23%). I genitori del Meridione sembrano essere più avvezzi a voltarsi per controllare i bambini (29%). Mentre il fenomeno è meno ricorrente nel Nord Est, dove solo il 18% ammette di farlo abitualmente.

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Stetoscopio – Il sentire degli italiani

“Stetoscopio – Il sentire degli assicurati italiani” è una ricerca quali-quantitativa che fa parte del progetto “Stetoscopio – Il sentire degli italiani”. Un’indagine periodica che si basa su colloqui di gruppo focalizzati sull’esplorazione del vissuto degli intervistati in relazione ad alcune macroaree costanti che definiscono il clima socioculturale al momento dello svolgimento dello studio.

L’indagine prevede per la fase qualitativa la realizzazione di 8 gruppi 2 volte l’anno in 4 differenti aree geografiche con target misto uomini donne. La fase quantitativa è stata condotta con metodologia CATI (Computer Aided Telephone Interviewing) su un campione di 1.000 casi, rappresentativo della popolazione italiana per sesso, fasce d’età (popolazione adulta 18-75 anni), condizione professionale, area geografica, ampiezza comune di residenza.

La ricerca è realizzata da MPS Evolving Marketing Research, istituto di ricerca indipendente con sede a Bergamo, che si occupa da oltre venti anni di ricerche di mercato e consulenza alle aziende. 

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