Mazda 3: ecco le opinioni di Matteo, test driver per un giorno

Tester per un giorno a bordo di Mazda 3, Matteo Marchiori, agente di commercio di Vicenza che si cala nei panni di giornalista auto e, dopo un test drive, analizza pregi, difetti, caratteristiche, prestazioni, interni e motore della Mazda 3 (FOTO E VIDEO).

Mi chiamo Matteo Marchiori, ho 44 anni, sono residente a Vicenza e di professione faccio l’agente di commercio. Sono un appassionato di Storia e di Arte ma soprattutto ho una grande passione per i motori, una passione che da sempre mi porta ad ammirare il mondo delle automobili con la loro tecnologia e le loro continue innovazioni, ma soprattutto con la loro capacità di suscitare emozioni. Penso di essere fortunato perché sono riuscito a trasformare una passione in lavoro visto che mi occupo di attrezzature per officina; ogni giorno entro in contatto con meccanici, carrozzieri, e mi reco da concessionari ed autosaloni, e questo mi permette di essere sempre collegato ad una realtà per me molto importante. Grazie alla redazione di Safe-Drive ed all’iniziativa “Tester per un giorno” ho avuto la possibilità di provare per una giornata intera la Mazda 3 nella versione 2.2 Turbodiesel con allestimento “Exceed”.

Test Drive Mazda 3 - opinioni 1

La giornata del test da un punto di vista atmosferico non ci ha aiutato molto visto che ha piovuto tutto il giorno, comunque è stata un’occasione per conoscere meglio un’automobile particolare che recentemente è stata oggetto di un profondo restyling.

Bisogna dire che in Giappone i costruttori di automobili negli ultimi anni hanno dimostrato una notevole flessibilità e dinamicità, due caratteristiche che unite ad una precisa volontà di conquistare sempre maggiori quote di mercato, hanno portato alla nascita di modelli molto sofisticati come nel caso appunto di questa Mazda 3 che ho avuto l’occasione di guidare nella caratteristica località di Borghetto sul Mincio, non troppo lontano da Verona.

Se a prima vista la vettura può sembrare una evoluzione del modello precedente, bisogna invece riconoscere che i designer ed i tecnici Mazda hanno fatto un grande lavoro, riuscendo a creare un prodotto davvero nuovo ed accattivante. E d’altronde non potrebbe essere diversamente, visto che la vettura appartiene al segmento C, una segmento fondamentale per tutti i costruttori del mondo, un segmento nel quale la casa nipponica da un po’ di tempo ha deciso di far parlare molto di sé. In Mazda 3 è stata applicata una tecnologia particolare denominata “skyactive” cioè tutta una serie di accorgimenti tecnici che hanno interessato sia il telaio della macchina che il motore, il tutto con l’obiettivo di risparmiare carburante, ridurre le emissioni e garantire una guida più divertente.

Test Drive Mazda 3 - opinioni 2

Ma i tecnici non si sono fermati qui, perché nella realizzazione di questo modello si sono ispirati al concetto di “kodo”, una parola giapponese che significa “battito del cuore” ma anche “forza, potenza, dinamicità”, tutte caratteristiche che vengono enfatizzate nella linea, negli interni ed ovviamente nelle prestazioni. Ma andiamo per ordine perché la prova è stata molto interessante.

La linea

Uno dei punti sui quali Mazda ha insistito molto riguardo alle nuove linee guida di questo progetto è quello della sportività, e questa due volumi classificata “hatchback” fa di tutto per mostrare questo concetto da ogni angolazione. In questo restyling per fortuna la casa costruttrice non ha esagerato con linee esagerate ed appendici troppo vistose, ma è invece riuscita a realizzare un prodotto molto equilibrato: la macchina mi è sembrata un perfetta sintesi fra sportività ed eleganza, con il muso molto aggressivo caratterizzato dai fari a led dal taglio affilato, la calandra verticale (che ricorda quella delle storiche sportive di qualche decennio fa) con la griglia cromata a forma di V e le nervature del cofano che si protendono verso gli specchi retrovisori.

Test Drive Mazda 3 - opinioni 3

Vedersela arrivare da dietro con il suo frontale negli specchietti deve fare un certo effetto… Il profilo poi mostra tutta la sua dinamicità: la linea del corpo vettura pare voglia fendere il vento anche a vettura ferma e, nonostante una generale fluidità ed una grande pulizia del disegno, i cerchi in lega da 18 pollici ed i passaruota scolpiti sottolineano la evidente sportività.

Anche nella parte posteriore la Mazda 3 non nasconde la sua eleganza: la coda con i due terminali di scarico è caratterizzata da uno sbalzo ridotto ed appare ben raccordata, ma questo permette comunque un vano di carico piuttosto ampio, dato che la casa dichiara 364 litri di volume utile che può essere aumentato fino a 1263 abbattendo gli schienali posteriori. Insomma basta un’occhiata per capire subito che la vettura si propone come un’automobile a due facce, generosa nelle dimensioni ma ben proporzionata, rassicurante ma al tempo stesso dall’anima sportiva.

Test Drive Mazda 3 - opinioni 4

L’interno

All’interno il cruscotto ed il quadro strumenti sono stati disegnati con cura ma soprattutto con l’idea di trasmettere una sensazione generale di dinamicità; il profilo morbido della plancia si alterna alle linee tese della strumentazione che colpisce per il grande contagiri centrale, il tutto in un mix davvero piacevole dove la sportività si abbina perfettamente con la pulizia delle forme. Da questo punto di vista è sicuramente apprezzabile il fatto di non aver riempito il cruscotto di pulsanti e bottoni vari, tutte cose indispensabili ma che possono distrarre il conducente.

Qui invece un display da 7 pollici montato sulla plancia permette di attivare molti comandi e funzioni durante la guida riducendo il rischio di disattenzione. Devo sottolineare che questa vettura si è dimostrata un perfetto esempio di automobile al passo con i tempi, in particolar modo per quello che riguarda l’infotainment: questo display a colori touch-screen permette tutta una serie di informazioni via internet, dalla navigazione alla posta elettronica, dalla connettività tramite social network alle infinite stazioni radio; è inoltre possibile attivare ulteriori collegamenti con le app del telefono, nel caso si possegga uno smartphone.

E’ importante sottolineare che la Mazda, seguendo un sacrosanto inno alla sicurezza, ha previsto anche un selettore centrale, il commander HMI, che consente di attivare tutta una serie di operazioni rimanendo concentrati alla guida. Devo dire però che se da un lato lo schermo touch-screen da 7 pollici si è dimostrato molto utile, al tempo stesso la sua collocazione non mi ha soddisfatto pienamente: il suo posizionamento mi ha dato l’idea di un accessorio un po’ posticcio, come una sorta di gadget after-market; forse una migliore integrazione nella plancia avrebbe migliorato ulteriormente l’armonia generale del cruscotto. Niente di grave, per carità, possiamo chiamarlo un peccato veniale ma è un punto che mi ha lasciato un po’ perplesso.

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I sedili invece si sono dimostrati molto comodi, capaci di garantire confort adeguato durante la guida ma anche un buon contenimento; anche qui la Mazda 3 è riuscita a trovare il giusto compromesso fra il disegno elegante delle sedute ed il taglio sportivo che questo allestimento esige. Davanti non ho avuto problemi a trovare una corretta sistemazione grazie alle numerose regolazioni, e anche dietro l’abitabilità è apparsa soddisfacente, sia in lunghezza che in altezza nonostante io sia alto più di un metro e ottanta. In questo caso ho constatato come l’aumento del passo di questo modello rispetto alla serie precedente abbia consentito anche a persone piuttosto alte di trovare una adeguata sistemazione.

La visibilità dall’interno poi mi è parsa molto buona, sia frontalmente che lateralmente; solo il lunotto posteriore purtroppo mi ha dato l’impressione di una visibilità un po’ limitata e questo a causa del taglio particolare della coda dell’automobile e della linea di cintura, tuttavia va detto che la vettura in prova era dotata di serie di utilissimi sensori di parcheggio, davvero fondamentali per evitare piccoli e grandi urti indesiderati.

L’allestimento della Mazda 3 da me provata è quello denominato “Exceed” cioè quello più ricco e completo e la macchina presenta un livello di dotazione veramente da auto di categoria superiore, basta citare due interessanti dispositivi come ad esempio l’SCBS cioè un sistema di rallentamento automatico per prevenire il tamponamento in caso di distrazione (fondamentale come sempre nella logica della massima sicurezza) e l’RVM cioè il sistema di monitoraggio posteriore. In ogni caso gli accessori sia di serie che a pagamento con cui questo modello può essere equipaggiato sono realmente numerosi, a dimostrazione della volontà della casa costruttrice di offrire ai propri clienti una macchina davvero completa quanto a dotazione.

Test Drive Mazda 3 - opinioni 6

Alla guida

Guidando la Mazda 3 ho avuto la possibilità di apprezzare il grande equilibrio della vettura: il motore si è dimostrato molto generoso perché i 150 cavalli permettono un notevole brio, garantendo uno scatto rapido ad ogni sollecitazione dell’acceleratore e con una erogazione che, se non si fa attenzione, in poco tempo fa raggiungere all’auto velocità da ritiro patente sulle strade di mezza Europa. Da questo punto di vista risulta davvero utile un elemento come l’head-up display, il dispositivo che la casa chiama “Active Driving Display” e che proietta su un piccolo schermo posizionato all’altezza degli occhi del conducente la velocità della vettura: è una piccola chicca che però consente di monitorare alcuni parametri fondamentali senza distogliere lo sguardo dalla strada, come la velocità, la navigazione stradale e gli indicatori.

Ma quello che mi ha colpito maggiormente non è stata tanto la potenza pura, quanto l’elasticità del motore; in effetti questo 2.2 litri turbo diesel può contare su una coppia di ben 380 newtonmetri, un valore erogato a 1800 giri. All’atto pratico la sensazione predominante su strada è quella di forza e di energia, con l’auto capace di riprendere agevolmente fin dai regimi più bassi ed in grado di assicurare sempre una ripresa piena e vigorosa. Dai 1500 ai 3000 giri il motore lavora in un range di giri che penso sia ottimale, e la guida si dimostra sempre molto confortevole.

Ovviamente il cambio automatico presente in questa versione come optional mi è parso il perfetto completamento per la vettura: le sei marce vengono inserite con dolcezza ed il passaggio da un rapporto all’altro avviene in maniera molto morbida, accentuando quella fluidità di marcia che trasforma l’auto da mezzo di trasporto in una perfetta compagna di chilometri.

Al confort di guida contribuisce poi un ottimo impianto di climatizzazione bizona con regolazione automatica della temperatura, ed una insonorizzazione piuttosto curata: sono certo che gli ingegneri devono aver lavorato molto sia sulla qualità dei materiali che sulla linea della vettura, ed infatti l’uso di prodotti specifici fonoassorbenti uniti ad una aerodinamica ben studiata hanno creato un ambiente davvero confortevole.

Ma la Mazda 3 ha mostrato anche la sua seconda faccia, quella di vettura grintosa: usando il cambio in modalità manuale invece della più classica posizione Drive, e sfruttando il motore fino ai regimi massimi l’anima “corsaiola” appare in maniera decisa; la vettura diventa così un bellissimo giocattolo per adulti capace di trasmettere emozioni. E’ proprio facendomi coinvolgere dall’anima sportiva della macchina che penso di aver capito ed apprezzato la filosofia del “kodo” tanto cara agli ingegneri giapponesi: seguendo questa logica la vettura risponde decisa per quello che riguarda le prestazioni che appaiono certamente brillanti, ma al tempo stesso risulta molto sincera e con una generale soddisfazione di guida; io non sono un pilota professionista e durante il test non ho fatto certamente le corse, tuttavia in questo caso ho notato che la vettura riesce a seguire stabilmente le traiettorie impostate e garantisce sempre ampi margini di sicurezza. Insomma ti senti la macchina cucita addosso.

Anche in frenata non ci sono sorprese: posso intuire che la tecnologia “skyactive” che fa da architettura a tutto il progetto Mazda 3, abbia davvero creato un mezzo affidabile e sicuro, oltreché divertente. Infatti anche in caso di reazioni particolari come una frenata brusca sul brecciolino o su una strada bagnata in curva, la vettura non si scompone e riesce ad arrestarsi in tutta tranquillità. Il merito va anche alla generosa gommatura sportiva da 18 pollici ed alle sofisticate sospensioni, ma indubbiamente anche il telaio fa il suo lavoro in maniera egregia.

Forse un appunto si potrebbe fare in merito ad una certa rigidità che si avverte quando si prende inavvertitamente una buca, rigidità dovuta all’assetto ed ai cerchi da 18; tuttavia è innegabile che questa scelta ha il vantaggio di tenere l’auto incollata all’asfalto, anche quando questo è bagnato. E non è poco. Per quello che riguarda i consumi nel test non ho potuto verificare quanto la vettura sia assetata, tuttavia la Mazda dichiara per questo modello dei numeri molto interessanti, con un consumo medio di 4,8 litri per cento chilometri. Considerando la cubatura del motore, la presenza del cambio automatico e le dimensioni generali della macchina il dato appare molto buono, specie di questi tempi con il prezzo del carburante che va alle stelle. Ma al di là di quanto dichiara il costruttore, l’impressione alla guida è quella di un auto piuttosto sobria, almeno in un uso ordinario.

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Conclusioni

La casa del Sol Levante sta affrontando un mercato dell’auto che negli ultimi anni si è rivelato molto dinamico ed agguerrito, oltreché per certi versi imprevedibile, e di conseguenza la risposta che ha dato con questo modello non poteva che essere molto incisiva. Dopo una giornata passata con questa Mazda 3 nella versione 2.2 turbodiesel in versione “Exceed” posso dire che la vettura si è dimostrata davvero una piacevole sorpresa; la comoda posizione di guida con tutti i comandi al posto giusto e la naturale sportività della macchina mi hanno permesso di trovarmi a mio agio fin dai primi chilometri.

Quest’auto si è davvero divertente da guidare ma soprattutto in grado di trasmettere un grande feeling alla guida, cosa che io considero fondamentale, anche perché sarebbe ovviamente inutile disporre di tanti cavalli senza poterli scaricare a terra in tutta sicurezza.

Il prezzo di listino nell’allestimento provato è di 25.800 euro a cui bisogna aggiungere altri 1.900 euro per il cambio automatico, un accessorio che però mi sento di consigliare vivamente per la comodità di guida.

Può apparire elevato ma bisogna pensare alla qualità complessiva di questo prodotto ed alla ricchezza dei contenuti, e da questo punto di vista la vettura esce vincitrice in un confronto con modelli di pari categoria. Insomma in conclusione quello che mi ha colpito davvero è l’armonia generale di questa automobile, un’automobile che cerca di staccarsi dalle dirette concorrenti che spesso per vendere devono ricorrere a politiche tese verso una micidiale guerra sul prezzo. Qui il gioco al ribasso vale relativamente e penso che la Mazda voglia conquistare clienti puntando più a suscitare emozioni, che a far risparmiare qualche euro. Per quello che mi riguarda c’è riuscita perfettamente e devo ammettere che quest’auto mi ha davvero conquistato. Non mi resta che ringraziare ovviamente la redazione di Safe-Drive per la bella giornata trascorsa e per questa iniziativa particolare.

Matteo Marchiori 

GUARDA IL VIDEO DEL TEST DRIVE DELLA MAZDA 3:

http://www.youtube.com/watch?v=V7DnKYg2Tl4

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