Volvo V40 D2: ecco la prova di Federico, tester per un giorno

Tester per un giorno a bordo della nuova Volvo V40 D2 2015 Federico Pedrazzi, che si   cala nei panni di giornalista automotive e analizza pregi e difetti della nuova Volvo  V40 D2.

Concretezza è il termine che meglio sintetizza il carattere della nuova Volvo V40 D2. L’abbiamo messa alla prova lo scorso mese di settembre, alternando percorsi extraurbani, autostrada e traffico cittadino tra Lombardia e basso Piemonte. La versione utilizzata per la prova, denominata D2 monta un propulsore 4 cilindri due litri alimentato a gasolio che sviluppa una potenza di 114cv. Non può certamente considerarsi un fulmine di reattività ma è un’unità molto elastica e confortevole che regala all’auto un comportamento sincero e invita ad una guida fluida, a tutto vantaggio dei consumi di carburante che risultano in tutte le condizioni molto contenuti.

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Partendo dal design, la V40 ultima generazione, non è più una station wagon compatta ma è una vettura a 2 volumi che segna per Volvo un cambio di passo e di strategia molto importante. Raccoglie infatti le eredità di due modelli, la 40, declinata in S e V a seconda della versione berlina e station wagon, ormai fuori produzione da molti anni e la C30, compatta due porte e 4 posti, che per molti ha richiamato i fasti della ben nota, almeno agli appassionati del marchio come il sottoscritto, 480.

Così la sintesi risulta più vicina ad un confronto con Golf e Bmw serie 1 piuttosto che con Audi A4 e Bmw serie 3 nelle rispettive versioni Avant e Touring.

Il design complessivo è piacevole e molto coerente con il rigore stilistico cui Volvo ci ha abituato nel tempo. Il frontale che richiama il family feeling di altri modelli del marchio, è la parte sicuramente più sportiva dell’auto, con nervature ben definite sul cofano, una calandra di grandi dimensioni in cui spicca il logo Volvo e i fari dal profilo sottile che convergono verso il logo stesso.

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La linea di cintura parte bassa per finire a chiudersi con il terzo finestrino laterale sulla fiancata, che proietta lo sguardo verso il posteriore dell’auto, massiccio e molto pronunciato. E’ questa sicuramente la zona a maggior impatto stilistico che finisce per attirare maggiormente l’attenzione di chi si sofferma a guardare l’auto. Come Dr Jekyll e Mr Hyde, Volvo V40 racchiude due anime distinte nella stessa carrozzeria, un frontale rigoroso e un posteriore più sbarazzino.

Anche in questa parte dell’auto non mancano alcuni richiami più sportivi come la luce di stop a led inserita in un piccolo spoiler sopra il lunotto o la nervatura centrale che taglia la forma del portellone in due parti.

Proprio questo design così particolare, finisce per avere qualche conseguenza non proprio positiva sotto la voce praticità.

La celeberrima prova supermercato, vedrebbe Volvo V40 non propriamente in testa alle classifiche, in termini di funzionalità complessiva. Il baule infatti non è di grandi dimensioni, e la battuta del portellone è alta.

Il gradino che si viene a formare una volta aperto, costringe ad effettuare uno spiacevole quanto faticoso sollevamento pesi.

Dopo aver esaminato l’aspetto estetico dell’auto, peraltro fondamentale per veicolare le decisioni d’acquisto, è all’interno che si riscopre tutta la concretezza che Volvo V40 offre a chi la sceglie o a chi ha occasione di provarla.

Gli interni sono curati, la plancia dal design moderno e pulito, presenta plastiche morbide anche nelle parti piĂą nascoste, e accoppiamenti ben fatti e precisi che non tradiscono la tradizione di Volvo.

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Il volante, a tre razze, regolabile sia in altezza che in profondità non è piccolissimo, ma consente un’impugnatura ergonomica e confortevole grazie anche al rivestimento in pelle di buona fattura. E’ completo di comandi per l’utilizzo dell’impianto audio e per il collegamento con il telefono bluetooth.

I sedili, discretamente profilati, rivestiti di tessuto e inserti in pelle, trattengono il guidatore anche nelle andature più frettolose e risultano ottimi compagni sulle lunghe percorrenze grazie alla seduta ampia e alle possibilità di regolazione che offrono. Quelli posteriori di uguale fattura, sono comodi ma anche per la forma spiovente del posteriore dell’auto, offrono l’abitabilità più adeguata solo per due passeggeri.

La plancia, in perfetto stile Volvo, è caratterizzata dal tunnel centrale sospeso, vuoto cioè nella parte posteriore, con finitura in acciaio satinato nella versione che abbiamo provato.

Efficace per il design leggero e per la forma sinuosa, è bella da vedere e alloggia quattro manopole con cui comandare audio e radio, navigatore e climatizzatore bizona.

Vi trovano alloggiamento anche i pulsanti dei principali sistemi di sicurezza che affronteremo piĂą avanti nel dettaglio.

Il cruscotto, che presenta qualche richiamo motociclistico, vede al centro un grande strumento circolare, il contachilometri, e indicazioni su carburante e numero di giri ai lati. Immancabile nelle macchine di ultima generazione, l’indicazione della marcia inserita, vero spauracchio per chi ancora oggi tenta di “ascoltare” il proprio motore e valuta a orecchio il momento del cambio marcia più adeguato.

Alla guida, Volvo V40, non delude e nemmeno sorprende, semmai non fa altro che confermare le buone doti e il senso di sicurezza totale che il marchio svedese da sempre promuove.

Una volta accesa, mediante il pulsante di avviamento, e non più girando la chiave, il rumore del propulsore filtra appena all’interno dell’abitacolo e si rende fastidioso solo tirando le marce più del previsto.

L’assetto dell’auto è molto equilibrato, le sospensioni ce la mettono tutta per trasmettere al guidatore e ai suoi passeggeri il massimo del confort e della sicurezza e riescono egregiamente in questo intento.

Lo sterzo è sufficientemente preciso e diretto così come preciso è il cambio a 6 marce.

Così fare molta strada con V40 risulta facile anche perché grazie al motore a gasolio, le soste dal benzinaio sono ridotte al minimo.

Al termine della nostra prova, durante la quale non ci siamo risparmiati tornanti e salite, lo strumento segnava un soddisfacente consumo pari a 4 lt per 100 Km circa di gasolio.

L’aspetto probabilmente meno riuscito è relativo alla visibilità posteriore, molto condizionata dalla forma spiovente del padiglione posteriore e dalle dimensioni davvero ridotte del lunotto. A questa criticità V40 corre ai ripari grazie ai soliti ormai diffusissimi sensori di parcheggio, in questo caso veramente indispensabili.

Volvo V40 D2- ecco la prova di Federico, tester per un giorno

Tornando al tema della sicurezza, nel dettaglio, i sistemi presenti sulla vettura sono davvero molti e tutti estremamente utili.

Controllo di trazione TCS e ESP sono quasi un dettaglio rispetto ai piĂą innovativi sistemi montati da V40.

Partendo dal Blis, che segnala con una luce colorata la presenza di veicoli nell’angolo morto degli specchietti, passando per il sistema di frenata assistita in grado di registrare e conseguentemente moderare la velocità dell’auto in caso di avvicinamento troppo repentino al veicolo che precede, fino al sistema che segnala al guidatore lo sconfinamento in un’altra corsia di marcia. Insomma un concentrato tecnologico con cui Volvo sembra voler comunicare al guidatore, “sei in buone mani”.

Per concludere, il giudizio su Volvo V40 non può che essere positivo. V40 è un’auto sincera, che non delude le aspettative e che offre esattamente quello che ci si aspetta da una vettura del marchio svedese, solidità, attenzione alla sicurezza e una certa dose di esclusività, grazie ad un design a tratti anticonvenzionale.

Non è mossa da un propulsore che invita a correre, e forse non è la macchina più adatta per organizzare un trasloco, per quello meglio orientarsi verso la sorella più grande V60, o meglio ancora verso la veterana V70, ma si presta ottimamente ad accompagnare per lunghi tragitti senza affaticare, offrendo una guida equilibrata e garantendo attenzione al portafoglio grazie ai consumi veramente ridotti.

Federico Pedrazzi